Il Negroni: storia del cocktail più italiano che c'è
Curiosità28 gennaio 2026

Il Negroni: storia del cocktail più italiano che c'è

Dal Caffè Casoni di Firenze al bancone del Garden: la storia affascinante del Negroni e come lo prepariamo noi.

Ogni cocktail ha una storia, ma pochi ne hanno una bella come il Negroni. E al Garden, lo prepariamo con rispetto per la tradizione e un tocco nostro.

Le origini: Firenze, 1919

La leggenda racconta che il Conte Camillo Negroni, cliente abituale del Caffè Casoni a Firenze, un giorno chiese al barman Fosco Scarselli di rendere più forte il suo Americano. Scarselli sostituì il seltz con il gin, e nacque il Negroni.

La ricetta classica

Il Negroni è democratico nella sua semplicità: parti uguali di gin, vermut rosso e bitter Campari. Niente di più, niente di meno. La garnish è una scorza d'arancia — mai una fetta, sempre una scorza, per rilasciare gli oli essenziali.

Come lo facciamo al Garden

Usiamo gin di qualità, Campari originale e vermut rosso artigianale. La preparazione è diretta nel bicchiere (mixing glass, non shaker — il Negroni non va mai shakerato). Ghiaccio grande, mescolare per 20-30 secondi, versare.

L'abbinamento perfetto

Il Negroni è amaro, intenso, complesso. Si abbina perfettamente con i nostri crostini — il salato e il grasso del topping bilanciano l'amarezza del cocktail. Provatelo con le polpette della casa: un matrimonio perfetto.

Una curiosità

Il Negroni ha una settimana dedicata a livello mondiale: la Negroni Week, nata nel 2013, durante la quale i bar di tutto il mondo celebrano questo cocktail devolvendo parte dei ricavi in beneficenza. Anche noi al Garden partecipiamo ogni anno.

Il nostro consiglio

Se non avete mai provato un Negroni, questo è il posto giusto per iniziare. Se lo amate già, venite a provare il nostro. Non ve ne pentirete.